5 dita

Io non l’avevo mai visto
ma ora quel lieve bagliore mi riempie gli occhi.
Non riesco più a zittire gli schiamazzi nel mio cervello
da quando l’ho visto.
Eppure non era così lontano
Non quanto mi pareva almeno.
E’ sempre stato lì,
ma io non mi ero mai voltata.
L’ho visto ed è stato come uno schiaffo
di quelli che lasciano le 5 dita belle impresse sul volto
mi sfioro la guancia e la sento bruciare.
Un bagliore sfocato
intravedo un’immagine
e non posso più distogliere lo sguardo.
Sono rapita e malinconica.
La bellezza di quell’immagine mi distrugge
ma è ancora troppo lontana…
Ed io sono troppo stanca
e penso a quanto la bellezza sia soggettiva
E allora quel lampo diventa un buco nero.
Lo vedo coi tuoi occhi.
Ed anche coi suoi.
Lo spazio si moltiplica tra me e quella visione,
tra voi e quel buco nero.
Ma voi non ne sapete nulla
non l’avete visto.
Non siete neanche sicuri che esista.
Io invece l’ho visto
qui, in un angolino del mio cervello.
E quanta luce
e quanto calore

emanava…

Ho 5 dita impresse sul cuore.

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Paper pains

Se questi muri potessero urlare

E questo cuscino potesse gonfiarsi come una spugna

Se potessi premere quel fottuto interruttore,

cambiare la pelle

e gettare questi occhi bagnati da qualche parte

sotto al letto

Se potessi vivere un giorno nella quieta banalità

barattando queste emozioni di cristallo

con una risata beffarda alla notte…

Beh, non sarei felice

comunque.

Avrei qualcosa da ridire.

E’ come quando ci si taglia il dito

con un foglio di carta

Bianco.

Provi quel senso di fastidio

che ti fa mordere le labbra

e ti chiedi 

come qualcosa di così stupido

possa farti sanguinare

Rosso Vivo.

Non è facile parlare d’amore con me.

       – Come ti senti, Martina?

       – Come ti senti?

…mi sento Amata.

Amata tanto e profondamente, da più persone e non solo.

Mi sento amata per ciò che sono, coi miei pregi e difetti, amata per le mie sfaccettature, ma….

        – …Ma?

Ma fa male.

         – Cosa???  …Fa male??? …Ma dai! cosa stai dicendo?

Sto dicendo ciò che sento. 

E sento che è una cosa meravigliosa, tanto da commuovermi, ma sento anche che fa male.

         – Perchè dici così?

Perchè è un sentimento così bello e puro… e profondo.

E la troppa bellezza fa male.

E poi è fragile… di una fragilità estrema. Con un soffio lo puoi mandare in frantumi.

          – Non capisco…

Ehh… non è mica facile da spiegare.

Ma ogni volta che penso a certe parole, a certi sguardi…  gli occhi mi si riempiono di lacrime e fatico a trattenerle lì. Alla fine scendono a bagnarmi il viso, il collo, arrivano fino al petto…

          – Addirittura… ma l’amore non dovrebbe far piangere.

Non è vero, l’amore fa piangere eccome! 

Fa piangere perchè è tanto, troppo! 

E’ dentro di noi in quantità industriali eppure non sappiamo come darlo…e nemmeno come riceverlo… E’ come se ci sentissimo in colpa nel ricevere troppo amore, come se sentissimo di non meritarlo.

E allo stesso tempo tempo ci sentiamo in colpa a donarlo, ma non possiamo farne a meno.

           – E’ strano…. non ci avevo mai pensato…

Già… forse neanche io ci avevo mai riflettuto bene.

E’ incredibile.

Eppure a volte sento che mi manca il respiro.

Perchè è troppo!

Sento di poter infliggere un dolore lancinante anche soltanto con una parola sbagliata.

Sento di poter far passare delle notti insonni e piene di tormento.

E ne passo anch’io di notti così… ne ho passate tante.

Tutto questo fa male.

           – Sì…immagino di sì

Ma è anche tutto così tremendamente dolce da fare bene.

Forse fa bene… ecco.

           – Stai cominciando a confondermi!

Una dolcissima malattia, ecco cos’è.

Un morbo che invade i tuoi organi, i tuoi arti ed anche i tuoi nervi.

Lo si cura e lo si tiene a bada con i piccoli gesti… 

           – Un morbo da tenere a bada??? addirittura???

Sì, è necessario tenerlo a bada!

Perchè è una malattia dal decorso imprevedibile e bisogna gestirla con cautela.

E questo vale indipendentemente dal ruolo in cui si è coinvolti.

Oltretutto è contagiosa!

Un meraviglioso bene contagioso…

Un malinconico male contagioso…

 

           – Ma quindi… come ti senti?

Mi sento

Amata.

 

 

Something is broken inside me

Tornare a casa e non vedere l’ora di fiondarsi sotto la doccia… perché lì si può piangere liberamente, senza freni… mentre le lacrime scivolano via e si confondono nel tepore dell’acqua.

E poi sai che devi andare ad una cena… una dannata cena aziendale.

E dovrai fingere di stare bene e magari persino sorridere… mentre vorresti soltanto sotterrare la testa tra le piastrelle del pavimento.

Giornate che ti straziano… e notti che devono ancora sfoderare gli artigli… basta così poco per sentirsi a brandelli…

Big River

Parto col mio vestitino a quadrettoni e un paio di sandaletti di cuoio…

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Mi accorgo presto che vale la pena di patire un po’ di caldo (Ma fortunatamente non troppo!) e di ritrovarsi coi piedi impolverati di terra e sabbia…

Sì, ne vale la pena, perché incamminandomi in un luogo che mi ha da subito ricordato la contea di Avonlea, l’ambientazione bucolica di

“Anna dai capelli rossi”…

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…mi ritrovo infine sulle verdi rive del nostro Grande Fiume…

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ed è bello, maestoso, vivo!

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Un piccolo grande spettacolo per gli occhi e l’anima.

A volte basta così poco per emozionarsi.

 

Take me back….

…Domenica scorsa, passeggiando lungo un sentiero di alta collina, raccogliendo fiori e fragoline di bosco, sentivo suonare nell’aria questa canzone…

Non capivo da dove arrivasse quel suono, cominciai a guardami attorno, ma lì c’erano soltanto alberi alti ed il sentiero…  

Quando sbucai in una radura e vidi in lontananza un paio di case, pensai che potesse provenire da lì, ma invece non era così. Il suono arrivava dall’altra parte, da un punto imprecisato che però non potevo scorgere tra alberi e cespugli.

Continuai a camminare mentre la mia mente cominciò a volare per conto suo…

In quei brevi minuti mi sentivo così bene… come se  il tempo fosse tornato indietro ad anni sereni e spensierati  che da sempre rimpiango di non aver potuto vivere e dei quali ho ricordo soltanto dai racconti di chi, con gioia e malinconia, sorride rievocandoli…

La musica é la vera magia. Sempre. 

 

Auto-lobotomy is the answer!

Per certe cose sono proprio negata:

  • incazzarmi sul serio    ———> e di conseguenza
  • portare musi                 ———> e di conseguenza
  • far pesare la mia assenza oppure, ancora peggio, far pesare la mia indifferenza   

 

—————————————————–> e di conseguenza

sono un’esperta nel prenderlo in quel posto.

 

 

“Un Diavolo a Viscos” – 21/05/2017

Un piccolo slideshow con qualche istantanea per non dimenticare una sensazione meravigliosa…

Il legno del palco sotto ai piedi.

Il sipario che si apre.

I sorrisi e le ansie da prestazione.

La  complicità, l’aiuto e la forza dell’immaginazione.

Entrare in un altro corpo.

Vivere un’altra vita.

Soltanto per un’ora…

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Here we are… again

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Si gira intorno.

Probabilmente all’infinito, non saprei.

E si parte con le speranze, con l’euforia, con la carica e con tutte le provviste per il lungo viaggio. 

Poi accade.

Si arriva ad un certo punto, il cibo scarseggia, l’acqua pure.

La carica e l’euforia ci sono sempre, ma sono mosse da qualcosa di diverso. 

Le speranze, quelle sì che sono cambiate. Ci sono, forse anche più intense di prima, ma basta un soffio per affondarle nella sabbia.

Loro si rialzeranno, insieme a te.  Ferite, doloranti, a brandelli, ma si rialzeranno.

Ed insieme continuerete faticosamente a camminare. A volte lentamente, ma più spesso a passo spedito. La meta finale non ti è chiara, eppure vuoi raggiungerla.

Eccolo! Eccolo il traguardo!

Ma una volta arrivato, stremato e confuso, qualcuno non farà altro che rattoppare il tuo zaino, riempirlo nuovamente di cibo, di acqua e soprattutto di speranze.

Ricomincia il giro.